curatela

CANOPEE #2 | immaginare

IMMAGINARE a cura di Taryn Ferrentino

Quando non hai più niente da dire, guida per un giorno intorno alla penisola. (Seamus Heaney)

Dalla seconda di copertina di La Grande Estinzione. Immaginare ai tempi del collasso (Meschiari, 2019): “In che modo l’immaginazione può salvarci concretamente dal collasso ambientale? Quali pratiche possiamo escogitare per riaccendere nell’uomo un immaginario atrofizzato? Qual è l’efficacia del pensiero utopico, delle narrazioni fantastiche, del romanzo di anticipazione? Che ruolo hanno gli scrittori e gli artisti? E la gente? L’Antropocene ha generato una svolta antropologica irreversibile, determinando la nascita di un nuovo immaginario collettivo. Al centro di tutto c’è la messa in discussione del posto dell’uomo nel cosmo. L’imminenza della catastrofe, lo spirito di allarme che i mutamenti ambientali portano con sé, il senso di sempre maggiore precarietà sociale stanno producendo una vasta narrazione cosmologica che abbiamo appena cominciato a mappare. Ma prima di escogitare delle nuove tecnologie di sopravvivenza,che cosa si può fare di concreto? Come hanno fatto i nostri antenati a resistere a condizioni di vita critiche? Che nesso c’è tra immaginario e resistenza?”

Matteo Meschiari articola il paradigma della TERRITÀ: il Cosmo che prende coscienza di sé attraverso l’immaginazione di Homo sapians.

> Matteo Meschiari dialoga con Bianca Guzzetta attorno ai suoi ultimi lavori Landness. Una storia geoanarchica (2022) e Kosmos (2023).

> Pietro Antolini espone un microcosmo di creature immaginate al confine fra umano e altro da umano.