curatela

CANOPEE #3 | tracciare

TRACCIARE a cura di Taryn Ferrentino

“Potremmo non essere sempre al comando. Potremmo arrivare a conoscere mondi più-che-umani a cui partecipare, ma dei quali non stabiliamo noi le regole”.  (Anna L. Tsing)

Tracciare è ciò che fa un corpo, muovendosi in un terreno o in una situazione non familiare: è il gesto della ricerca di percorsi e orientamento necessari a decodificare un posto sconosciuto, con quella postura cauta e “diplomatica” (B. Morizot) da assumere in un luogo abitato. La riflessione su ciò che chiamiamo Antropocene ci dice che il territorio ignoto che abbiamo oggi di fronte è nientemeno che il nostro pianeta: quel globo brillante detto Gaia, la cui superficie appiattita ci siamo illusi di aver addomesticato, mostra in modo “intrusivo” (I. Stangers) – negli eventi estremi come nelle dissonanze cognitive – il suo aspetto cosmologico di Chthonie, la sua alterità abissale.  Si tratta, dunque, di avviare esplorazioni conoscitive: nelle ecologie complesse e nelle loro “intra-azioni” (K. Barad), riconoscendo la molteplicità di intelligenze e intenzionalità nonumane in terraformazione; nelle epistemologie sincretiche degli altri-altrove; nella sperimentazione di mappature speculative interstiziali, dove troviamo metabolismi, disturbi, colonialismo di profondità, ma anche tutta la generatività che può permetterci di “fare mondo dalle rovine” (T. Morton).

 > Rebecca Rovoletto (attivista territoriale, architetta, ricercatrice indipendente) apre tracce di ripensamento critico alle epistemologie occidentali e indaga strumenti conoscitivi per ridefinire le politiche nei territori viventi.

> Giulia Flavia Baczynski (architetta, fotografa, artista) espone le sue mappe immaginarie.