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CANOPEE # 5 | inselvatichirsi

INSELVATICHIRSI a cura di Taryn Ferrentino

“Nella cultura occidentale, la reciprocità tra selva e civiltà è un imprinting che intride la visione del mondo in modo così radicato e pervasivo da orientare ogni nostro agire”. (A. Metta)

“Nel selvatico è la salvezza del mondo”. (H. D. Thoreau)

Dopo secoli di separatezza i saperi moderni si alleano per fronteggiare l’iperoggetto Antropocene. Le scienze dure inciampano nelle ecologie, nelle culture postcoloniali, nei femminismi speculativi e ritrovano una vecchia consapevolezza: tutto è connesso. In un battito di ciglia noi umani ritorniamo parte della Natura, non solo viventi tra i viventi, ma parte di una totalità interconnessa. Con rinnovata sensibilità accogliamo la possibilità di non essere i soli a “fare mondo” e attribuiamo agentività al non-umano tanto da considerare il binomio natura-cultura non più in opposizione ma in equivalenza. Ci apriamo finalmente a un pensiero fervido di suggestioni che contempla la possibilità di stringere alleanze multi specie e ricomporre parentele perturbanti.

> Annalisa Metta (architetta, professoressa ordinaria di Architettura del Paesaggio presso Università Roma Tre) ci condurrà attraverso città selvatiche e nature ibride per ripensare il binomio città-natura.

> Francesca Catellani (fotografa e artista) espone Spiriti di pietra (2021) attraverso cui indaga la relazione tra umano e paesaggio.