curatela

CANOPEE # 6 | paesaggificarsi

PAESAGGIFICARSI

“In ascolto, tra osservazione e rimemorazione, l’ecobiografia scrive (graphein) e narra l’interazione tra storie di vita (bios) e ambiente (oikos), mostrando i legami inscindibili tra noi stessi e il mondo”. (E. Veronesi).

Secondo Amitav Ghosh (La grande cecità) le “storie” scritte e narrate dovrebbero tornare a occuparsi dei luoghi e di come le nostre attività, interagendo con essi, li trasformano. In generale bisognerebbe ritrovare la maniera di aderire alle trame della Terra per sperimentare il formarne parte piuttosto che portarne i luoghi dentro geografie personali per parlare ancora di sé. Pensarsi terrestri, non solo come abitanti ma in quanto trasformatori al pari di altre entità diversamente agentive che a loro volta modificano il pianeta che siamo. Paesaggificarsi allora è una pratica, un processo per divenire consapevoli delle connessione fra esseri umani e altri esseri, animali, vegetali, minerali. È un farsi paesaggio per riscoprire un’appartenenza che la cultura occidentale ha perso a colpi di separazione e che alcune scritture contemporanee stanno provando a ricomporre per cambiare la percezione di tutte e tutti. È lasciare che i luoghi agiscono su di noi e sul nostro pensiero nella maniera descritta da Bayo Akomolafe:  “non siamo noi a fabbricare da soli il mondo, anche il mondo fabbrica noi. Forse anche il mondo vuole rendere noi un posto migliore”.

> Elisa Veronesi (scrittrice) ci conduce fra i paesaggi della sua ecobiografia “Atlante Appennino” sulle tracce di un sentirsi parte e alla scoperta di altri possibili luoghi comuni.

> APA (Atlante Poetico Appenninico) la voce narrante di Pierluigi Tedeschi e i suoni di Giulio Vetrone e Luciano Bosi attraversano le scritture dell’Appennino tosco-emiliano.